LUOGHI DA VISITARE


LIGONCHIO CITTA' DEI BAMBINI  depliant "LIGONCHIO FOOD"
ATELIER "DI ONDA IN ONDA" (C/O la Centrale Enel) -  www.diondainonda.com
tutte le informazioni anche sul sito del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano http://www.parcoappennino.it/it/atelier.php
ATELIER "di onda in onda" in cantiere - Centrale Enel di Ligonchio ( Brochure in italiano  - Brochure in Inglese)   (mappa atelier)
FEBBRAIO 2011: intervista ai realizzatori del progetto
COMUNICATO ENEL per apertura Atelier 

 
 
 
 
 
 

LE CENTRALI IDROELETTRICHE

Ligonchio e l’acqua: Per il Comune di Ligonchio, l'acqua è un importante fattore di modellamento del paesaggio e costituisce un'indispensabile risorsa utilizzabile sia per scopi civili che energetici. Dal punto di vista idrografico il territorio è caratterizzato dalla presenza di due assi principali rappresentati dal torrente Ozola e Rossendola, nonchè dai numerosi affluenti di destra e di sinistra.
Nell'ambito del territorio comunale sono anche presenti numerosi laghetti e pozze d'alpeggio, spesso di modeste dimensioni, ma di grande significato morfologico e paesaggistico.
Fra i principali ricordiamo il lago del Caricatore (1610 m), le pozze d’alpeggio dei Prati si Sara, la conca del lago del Capriolo (1506 m) ed il suggestivo lago della Bergetana, situato nell'omonima valle a nord del monte Prado.
Lungo le pendici dei rilievi montuosi sono presenti copiose sorgenti perenni che garantiscono l'apporto idrico ai corsi d'acqua anche nel periodo estivo.
 
 
Ligonchio e l’energia. nel Comune di Ligonchio sono in funzione due Centrali Idroelettriche che producono energia sfruttando le acque dei torrenti Rossendola e Ozola. Le acque di questi torrenti vengono raccolte, tramite canali, gallerie e tubazioni e fatte confluire in tre bacini di raccolta acque: uno a Presa Alta (mt. 1229), uno a Tarlanda (mt. 1207) ed uno a Ligonchio (mt. 1000). Dalle vasche partono le condotte forzate che portano l’acqua alle Centrali mettendo in funzione le  turbine. Le acque di scarico della centrale, raccolte in un'ampia vasca di scarico collocata nell'antistante piazzale, alimentano la centrale di Predare posta più in basso a pochi chilometri di distanza. Ogni anno viene prodotta energia elettrica per circa 56.500 MWh.
 
 

LE CENTRALI DI LIGONCHIO

La centrale di Ligonchio (RE), realizzata nel 1922, si articola in un imponente corpo di fabbrica lineare contenente le sale macchine, cui si attestano perpendicolarmente edifici minori (una precedente centrale, un fabbricato civile e l'ex sala trasformatori). 
L'architettura della centrale è di notevole interesse per i suoi riferimenti eclettici e liberty. Di particolare rilievo i particolari costruttivi e i motivi geometrici delle decorazioni sia dei prospetti che degli interni. Dalla Centrale Idroelettrica di  Ligonchio, parte uno dei più suggestivi sentieri escursionistici che consente, addentrandosi nella Valle dell’Ozola, la scoperta di risorse ambientali e naturalistiche che caratterizzano la zona di maggior pregio del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano.Per visite guidate di gruppi info ENEL Parma 0521/555052/1 (Sig. Giuffredi)
La Centrale di Predare: anche questa centrale, fatta realizzare dalla Edison è di notevole interesse architettonico, costruita anch’essa nel 1922, ha una struttura più sobria, articolata in due corpi di fabbrica: la sala dei trasformatori e la sala macchine (caratterizzata da ampie finestre ad arconi e da una muratura in parte in pietra in parte ad intonaco). Entrambi gli edifici hanno una copertura a falde sostenuta da capriate metalliche. Accanto alla centrale un villaggio dismesso per i dipendenti.
PER VISITE GUIDATE Info Coop. Il Ginepro 0522/812549 - 328/1003455 - coopilginepro@tin.it
 

PASSO DI PRADARENA

Situato a 1576 metri, il passo di Pradarena segna il confine tra la provincia di Reggio Emilia e quella di Lucca.
Il panorama che si può ammirare da questa altitudine è tra i più svariati: a nord le vallate del Rossendola e del Secchia, la Pietra di Bismantova e nelle giornate più serene la catena prealpina, a sud le Alpi Apuane e la valle del Serchio in provincia di Lucca.
Sul passo, nei periodi primavera-estate, Natale e Pasqua, funziona il rifugio-albergo-ristorante “Carpe Diem” dotato di servizio noleggio MTB e di impianto ricettivo per ricovero cavalli.


RIFUGIO RIO RE

Sulla strada verso il passo di Pradarena, prima dell'abitato di Ospitaletto, si imbocca la strada bianca che conduce al rifugio di Rio Re. Questo percorso è facilmente fruibile essendo per buona parte pianeggiante.  Circa a metà strada si trova il bivio che porta alla "Fontana del Pidocchio". Proseguendo dopo una breve salita si raggiunge il rifugio Rio Re, dove è possibile anche il pernottamento. Davanti al rifugio esiste un punto di sosta attrezzato. Da Ligonchio è raggiungibile in auto o a piedi in un'ora e trenta (5,5 Km).
Per informazioni e prenotazioni al Rifugio 0522/628364 - 329 4134892 - 328/0488263 -
rifugiobelfiore@libero.it

RIFUGIO BARGETANA

Da Ligonchio si imbocca il sentiero CAI 633 fino al ponte Rimale. Si prosegue per la Presa Alta e da qui, lungo una strada forestale che attraversa la magnifica faggeta d'alto fusto della Val d'Ozola, si raggiunge il rifugio (1740 m.). Il tempo di percorrenza è di circa 4 ore.
Il tratto monte Tarlanda-ponte Rimale è chiamato "Decouville": ex strada ferrata di servizio, si affaccia sui suggestivi "schiocchi" dell'Ozola. Il rifugio Bargetana è raggiungibile anche dal passo di Pradarena attraverso il sentiero CAI  00 in quattro ore e mezzo.
Per informazioni e prenotazioni al Rifugio  0522/627756 - 328/2612737 -
www.rifugiobargetana.it

RIFUGIO CESARE BATTISTI

Per recarsi al rifugio CAI “Cesare Battisti” si segue lo stesso percorso che porta al rifugio Bargetana; qui giunti in 15 minuti di cammino vi si arriva. Il rifugio, ove funziona anche un servizio telefonico, è aperto tutti i giorni durante l'estate con possibilità di vitto e alloggio. In inverno è aperto solo su prenotazione (tel. 0522 897497 - 349 8382733 - rbagnoli@libero.it - www.rifugiobattisti.it )

CASANOVA 

Nel borgo sorge un antico complesso architettonico, verosimilmente risalente al XVI secolo, quando la famiglia Papi, fuggita dalla Toscana, si trasferì in questi luoghi. Il complesso è costituito essenzialmente da quattro parti che definiscono un cortile chiuso quadrangolare: il portale d'ingresso, la chiesetta, il porticato e l'ala residenziale. L'ampio portale con arco decorato reca scolpito a rilievo l'emblema di famiglia. Entrando si accede in un'ampia corte sul cui lato occidentale si trova il porticato costituito da quattro arcate con cornici in arenaria locale.  In una nicchia nella parte centrale è inserita una piccola scultura in marmo  raffigurante la Madonna datata 1843. La Corte dei Papi, per il valore architettonico e per l'interesse storico-ambientale, è stata sottoposta alla tutela del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali nel 1988.
A valle della “Corte dei Papi”, immerso in uno splendido parco naturale costituito da piante secolari, si trova il borgo di Casanova Basso nel quale sono rintracciabili alcune antiche e caratteristiche abitazioni.

MULINO SULL'OZOLA

A valle di Ligonchio, dopo il bivio per Villa Minozzo, sulle rive del torrente Ozola è ancora visibile l'antico mulino risalente al XVI e XVII secolo, oggi ristrutturato ed adattato a residenza.


CASE BRACCHI

Pare che il nome di questo borgo sia derivato dal fatto che a guardia dello stesso ci fossero dei cani bracchi. L’abitato è posto lungo una linea di costa a valle di Casalino ed è una delle località più significative dal punto di vista storico-architettonico, non avendo subito grandi alterazioni strutturali.
Vi sono edifici del XIII secolo, ampie aie selciate, un portale in arenaria recante il millesimo "1805" ed un sottopasso ad arco. Tra un gruppo di case, in uno stretto passaggio al riparo dal sole, si può osservare una particolare struttura in pietra con copertura a “piagne” formato da due nicchie quadrate: gli anziani dicono che possa essere servito in passato come “frigorifero” nel quale venivano riposti alimenti (burro, latte, ecc.) per essere conservati al fresco.

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